L’homeschooling, o istruzione parentale, consiste nell’attività di istruzione svolta direttamente dai genitori o da persona da loro delegata.
Nel nostro Paese è consentita a determinate condizioni stabilite dalla legge:
- l’articolo 30 della Costituzione italiana prevede che sia “dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire e educare i figli”;
- l’articolo 34 aggiunge che l’istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria;
- il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 prevede che i genitori che intendono istruire direttamente i figli presentino annualmente una comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza;
- lo stesso decreto dispone che gli alunni sostengano ogni anno l’esame di idoneità presso una scuola statale o paritaria fino all’assolvimento dell’obbligo;
- il decreto ministeriale 11 novembre 2025, n. 218 disciplina in modo specifico lo svolgimento degli esami;
- il Ministero della Scuola e del Merito pubblica regolarmente le Linee guida per aderire a questo sistema educativo.
Le condizioni principali sono la dichiarazione annuale alla scuola, la presentazione di un programma e il superamento degli esami per passare al grado successivo.
Capacità tecniche ed economiche per istruire i figli
Il nostro ordinamento, in sostanza richiede a quei genitori che fanno questa scelta, di dimostrare di avere capacità tecniche e economiche per istruire direttamente i figli senza avvalersi del sistema scolastico statale o paritario.
Il progetto educativo va presentato ogni anno alla scuola che i ragazzi dovrebbero frequentare.
In una scuola statale o paritaria poi vanno sostenuti gli esami di idoneità.
Questi obblighi hanno lo scopo di verificare l’equivalenza dell’educazione imposta a casa con quella fornita dalla scuola tradizionale. I ragazzi devono superare prove di ammissione per esami di licenza media e maturità come privatisti.
Come funziona l’homeschooling
Le famiglie godono di ampia libertà organizzativa nell’impartire l’istruzione parentale; non è necessario essere insegnanti, né vanno soddisfatti requisiti di orario, ambiente o metodo.
Gli adempimenti previsti dalla Circolare ministeriale però devono essere rispettati:
- Dichiarazione annuale: i genitori devono inviare una comunicazione formale al dirigente scolastico della scuola di riferimento, cioè quella che il figlio dovrebbe frequentare, e dichiarare l’intenzione di avvalersi dell’istruzione parentale.
- Progetto educativo: alla dichiarazione va allegato un progetto educativo che descrive materie, obiettivi e strumenti didattici e dimostra di poter garantire un’istruzione adeguata.
- Competenze dei genitori: i genitori devono attestare di possedere le competenze tecniche o economiche per assicurare un percorso formativo equivalente a quello scolastico; non è necessario essere insegnanti.
- Esami di idoneità: entro il 30 giugno di ogni anno, gli studenti devono sostenere l’esame di idoneità presso la scuola per certificare il raggiungimento degli obiettivi previsti e passare al grado scolastico successivo.
- Esami finali: gli studenti devono iscriversi come candidati privatisti presso la scuola statale per ottenere la licenza media e la maturità.
Il dirigente scolastico che riceve comunicazione di istruzione parentale deve inserire tempestivamente le modalità di assolvimento dell’obbligo di istruzione nell’anagrafe degli studenti presente sul sistema SIDI.
Le istituzioni scolastiche statali nelle quali sono effettuati gli esami di idoneità dovranno poi provvedere ad aggiornare prontamente l’anagrafe degli studenti e inserire l’esito dell’esame di idoneità, per consentire le opportune verifiche sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione da parte dei genitori



